E' richiesta soprattutto da giovani donne il cui seno si è eccessivamente sviluppato durante la pubertà. Spesso un seno grosso e cadente viene percepito come qualcosa di “anormale” e crea al soggetto difficoltà e condizionamenti di vario genere. 
Molteplici, a volte gravi, sono i problemi funzionali, quali mal dischiena, atteggiamenti viziati della colonna vertebrale, solchi dolorosi sulle spalle dovuti al reggiseno e arrossamenti del solco sottomammario causati dal frizionamento della pelle. 
La mastoplastica riduttiva ha lo scopo di ridurre il volume del seno e riportarlo alla posizione ottimale, modellandolo in base alla corporatura e al desiderio della paziente. 

Come
Esistono molte tecniche d’intervento, a seconda del caso da risolvere. Le fasi peculiari dell’intervento consistono nella preparazione del lembo portante l’areola, il quale servirà in seguito a trasportarla nella nuova posizione; nella asportazione simmetrica del tessuto eccedente cutaneo e ghiandolare; e nel modellamento del seno, rifinito da una precisa e minuziosa sutura cutanea. 
I drenaggi vengono rimossi dopo uno o due giorni. Una medicazione di sostegno è praticata al momento dell’intervento e viene rimossa 48 ore dopo l’operazione per essere sostituita da un reggiseno contenitivo da indossarsi notte e giorno per almeno un mese. 
L’intervento di mastoplastica riduttiva, che viene eseguito in anestesia generale, nell’ambito di una struttura autorizzata alla realizzazione di un intervento chirurgico, ha un decorso post-operatorio non doloroso ( talvolta soprattutto ai lati della zona operata può insorgere una sensazione di bruciore dovuta alla sutura ) e prevede 1-2 giorni di degenza. 
I punti di sutura vengono tolti ambulatorialmente in tempi successivi e comunque entro 15-20 giorni dall’operazione. 
Le cicatrici, che per un certo periodo rimangono sottili e lineari, verso il terzo mese si arrossano, per poi schiarirsi definitivamente verso il sesto o nono mese. 
Dopo due o tre giorni la paziente può progressivamente riprendere le sue normali attività, evitando per almeno quindici giorni traumi al seno. 
Le complicanze, quali l’ematoma e l’infezione, sono rare. La sensibilità dell’areola o del capezzolo vengono di solito recuperate in un periodo variabile da 2 a 6 mesi. Talvolta, però, soprattutto se la mastoplastica riduttiva è stata effettuata su un seno particolarmente grosso, l’eventuale interruzione di alcune terminazioni nervose, invisibili ad occhio nudo, comporta un maggiore ritardo nel recupero della sensibilità originaria, e in qualche raro caso residuano zone con sensibilità parziale. 
Se la paziente operata va poi incontro ad una gravidanza, non si può certo assicurare che il risultato ottenuto rimanga ancora stabile: il rischio di ptosi, anche se minore, esiste. 
Quanto alla possibilità o meno di allattare dopo l’operazione, è chiaro che maggiore è la ghiandola asportata, minore sarà la possibilità di allattare. 

Quando
Dopo i 20 anni. 

Perché
- In età giovanile l’ipertrofia mammaria può provocare problemi funzionali, oltre che estetici. 
- Per le pazienti non più giovani l’intervento acquista anche un significato di ringiovanimento che permette loro di rivalutare la propria immagine corporea, di sentirsi più in armonia con se stesse, fiduciose, sicure. Il seno cadente acquista forma, turgore e proiezione